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“L’alba dei miracoli” di Gerardo Fiorillo

Dormi mia cara e sogna di svegliarti all’alba di un giorno migliore, quando l’incubo che stai vivendo sarà solo un ricordo.

“Aspettami papà, non puoi andare via così. So che non puoi sentirmi, ma il mio grido lo rivolgo al cielo, al Signore, affinché possa lui donarti la forza necessaria per sconfiggere il tuo nemico. Nessuno era pronto ad affrontare questa guerra, nemmeno io, ma ho trovato la forza e il coraggio di lottare. Ho visto troppe persone soffrire, morire da sole. Gli occhi terrorizzati di ognuno di loro sono fotogrammi che ritrovo tutte le notti e tutte le notti vedo il tuo viso premuroso e rassicurante che mi sprona a credere che la vita ci sorriderà ancora. Ho cercato e cerco di essere madre e sorella di tanti sventurati, donando loro una speranza, una parola di conforto. Sono stanca e consapevole del pericolo, ma lotterò fino alla fine, per me e per chi ha bisogno di me. Dicono che siamo eroi papà, vorrei che vicino a te ci fosse davvero un eroe a difenderti, a prendersi cure di te. Ma noi non lo siamo, siamo persone normali, fragili, che sono diventate forti, unite e consapevoli di rappresentare l’avamposto di una nazione in guerra. Lottiamo e lotteremo fino a consumarci, aspettando di rivedere la luce e ritrovare la libertà. Non arrenderti papà, ti prego, non lasciarmi.”
“Sono amareggiata signora, scusi se nei giorni scorsi non ho risposto, il telefono di suo padre era spento, qui è un inferno. Questo suo ultimo messaggio mi ha commosso e sono spiacente di dirle che le condizioni del paziente sono ancora preoccupanti ma stazionarie. Spero al più presto di darle qualche notizia migliore di quelle attuali. Buona serata.”
“La prego non lo lasci solo.”
“Spero che Dio non lasci solo nessuno di noi.”
Dormi mia cara e sogna di svegliarti all’alba di un giorno migliore, quando l’incubo che stai vivendo sarà solo un ricordo. Dormi e per qualche ora dimentica la paura, compagna inseparabile, silente, furiosa, che al risveglio di ogni giorno ti accompagna all’ingresso dell’arena, dove indossati gli abiti da guerra ti appresti ad affrontare l’ennesima battaglia. Le sue urla stridono feroci e lancinanti nella tua mente, ma tu sei sul campo adesso; le atroci voci della sofferenza sono echi ridondanti che distruggono i suoi toni furiosi. Nel frastuono della contesa innalzi prepotente il tuo senso del dovere, abbatti ogni ostacolo fisico e mentale e ti lanci nella mischia, in prima linea, per affrontare un’altra lunghissima e dolorosa giornata. Ma tu mio amore, tu non-dormi, tu sussurri spasimi che non-si placano e attese che restano vane. La luce della tua speranza lascia il posto al buio di un’altra disperata notte, mentre il tempo ti scivola dentro, tumultuoso, marginale. Tu non dormi, resti sveglia, ti siedi al mio fianco, accarezzi i miei capelli e lasci sul mio viso copiose lacrime. Stringi le mie mani e urli silenzi, mentre in ognuna di quelle lacrime scivola via il sapore amaro del dolore. L’atroce dolore per il tuo povero papà, indifeso, solo, e il dolore incessante di ogni singola vittima che si spegne davanti ai tuoi occhi, sconfitta e portata via anonima e solitaria, lasciandoti nel cuore l’ennesima e insanabile ferita. Mi cerchi per un abbraccio, vorresti che tutto questo fosse solo un sogno, ma disperata ti adagi e sul cuscino aspetti parole di conforto che io non posso sussurrarti. Nel silenzio arriva l’eco di una musica lontana, la solitudine di un popolo che si unisce sotto la stessa bandiera e una sola voce di conforto. Tutti insieme stretti nell’anima aspettano e osservano l’orizzonte, quell’orizzonte oscuro che ci addolora e ci rende fragili, mentre nel buio e a testa bassa percorriamo l’interminabile tunnel della sofferenza. Un lento cammino in attesa di un barlume di luce, cui poter rivolgere lo sguardo e sperare che presto diventi la scia luminosa della nostra libertà. Resisti, ti prego, e vedrai che ci sarà un’alba in cui tutto cambierà, un’alba di miracoli, dove lasceremo questa dimensione penosa e surreale per ritornare di nuovo a sorridere e piangere di gioia, a lavorare e riempire le nostre città, consapevoli che il pericolo sia ormai lontano. L’alba di quel nuovo giorno risplenderà in ogni angolo del paese, ferito, addolorato, ma con la voglia infinita di ricominciare a far pulsare il suo cuore affranto dal dolore; ma vivo, nonostante le profonde ferite e un prezzo molto alto pagato per un guerra impari e vigliacca. Ti risveglierai, ci risveglieremo in un mondo diverso, forse migliore, forse di fratellanza. Si apriranno varchi nei sentieri impervi e oscuri dell’esistenza umana, dove non entra la luce della solidarietà verso i più sfortunati che, nonostante la vittoria, continueranno ad essere sconfitti dalle manchevolezze e da un crudele destino. Tanti altri seguiteranno a lottare con dignità le personali battaglie della vita, altri soffriranno da soli e senza conforto per le perdite subite. Tu, mia adorata, ritornerai a casa col sorriso tenue disegnato sul tuo stanco volto, ma libero dal terrore e dall’incubo che spegneva lentamente ogni tuo volere. Tornerai ad essere libera di vivere la tua vita relegata nell’oblio dell’incertezza e dell’orrore, e forse un giorno vicino o lontano, inizierai a ricostruire i tuoi sogni dalle macerie di un apocalisse. Vincerai la tua guerra come tanti tuoi colleghi lottando dal primo giorno all’ultima notte, senza mai dimenticare coloro che, salvando tante vite, avranno lasciato la propria sul campo. Sarai libera di riascoltare senza nessuna interferenza le straordinarie sensazioni della vita, le note del tuo cuore torneranno a diffondersi come dolci melodie nell’alba di un nuovo mondo…quell’ incantevole alba dei miracoli.
“Questa mattina, alle ore 6,25, suo padre ha esalato il suo ultimo respiro. Le assicuro che è stato fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità e conoscenze. Mi dispiace moltissimo e personalmente, per quel poco che ho parlato con lui prima di essere intubato, ho intuito quanto fosse un uomo perbene e a modo. Gli sono stata vicino e ho cercato di rassicurarlo sulle sue condizioni. Le sua parole mi hanno fatto tanta tenerezza, ma soprattutto quel viso e quegli occhi persi nel vuoto come se cercassero l’aiuto di qualcuno. Ha sussurrato il suo nome innumerevoli volte prima di andare, ho pianto nel vederlo inerme dopo aver lottato strenuamente la sua battaglia. Conservo il telefono e gli altri effetti personali di suo padre. Quando sarà possibile mi mandi un messaggio, le racconterò gli ultimi momenti della sua vita.”
All’alba di questa mattina di metà marzo si è spenta ogni speranza di rivedere in vita tuo padre. Non sai dove lo porteranno, non sai se troverai la sua salma, non sai dove versare le lacrime per una morte così assurda. Adesso è davvero tragica, non so cosa succederà, la vita ti sta mettendo di fronte una prova durissima da superare, le speranze diventano vane, inutili illusioni. Ma tu devi crederci, non puoi arrenderti, occhi supplichevoli e volti sofferenti ti restituiranno il coraggio di continuare e in fondo al sentiero un giorno ritroverai la libertà, la vita, l’amore. Io sarò lì ad aspettarti.
Oggi il Papa concederà con una funzione straordinaria l’indulgenza plenaria ai malati e a chi li assiste.
Il buio è calato sul mondo, ma l’alba dei miracoli verrà, prima o poi c’illuminerà ancora della sua meravigliosa luce che mai avremmo pensato di perdere in un modo così assurdo.

Gerardo Fiorillo