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	<title>maria grazia nazzaro &#8211; Diario di bordo</title>
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	<description>rivista digitale delle arti</description>
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	<title>maria grazia nazzaro &#8211; Diario di bordo</title>
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		<title>&#8220;Una lontana profezia&#8221; di Maria Grazia Nazzaro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Martinelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2024 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[maria grazia nazzaro]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
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					<description><![CDATA[Spesso Lea tornava bambina . &#8220;Svegliati dall’infanzia&#8221;, scriveva KANT, filosofo che lei conosceva benissimo perché le piaceva viaggiare tra critiche di “Ragion pura”e “Ragion pratica “.Lea ci sta volentieri nell’infanzia e ci torna appena può e ci crede all’infanzia,visto i disastri che fanno i cosiddetti adulti ,specie quelli convinti di possedere l’assoluta verità in ogni&#8230;&#160;<a href="https://diariodibordo.alfredomartinelli.info/anno-uno-numero-zero/narrativa/blog-tips-for-beginners.html" rel="bookmark">Leggi tutto &#187;<span class="screen-reader-text">&#8220;Una lontana profezia&#8221; di Maria Grazia Nazzaro</span></a>]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="960" height="540" src="https://diariodibordo.alfredomartinelli.info/wp-content/uploads/sites/2/2024/06/copertina-x-una-lontana-profezia.webp" alt="copertina una lontana profezia" class="wp-image-400" srcset="https://diariodibordo.alfredomartinelli.info/wp-content/uploads/sites/2/2024/06/copertina-x-una-lontana-profezia.webp 960w, https://diariodibordo.alfredomartinelli.info/wp-content/uploads/sites/2/2024/06/copertina-x-una-lontana-profezia-300x169.webp 300w, https://diariodibordo.alfredomartinelli.info/wp-content/uploads/sites/2/2024/06/copertina-x-una-lontana-profezia-768x432.webp 768w, https://diariodibordo.alfredomartinelli.info/wp-content/uploads/sites/2/2024/06/copertina-x-una-lontana-profezia-400x225.webp 400w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p class="has-medium-font-size">Spesso Lea tornava bambina .</p>



<p class="has-medium-font-size">&#8220;Svegliati dall’infanzia&#8221;, scriveva KANT, filosofo che lei conosceva benissimo perché le piaceva viaggiare tra critiche di “Ragion pura”e “Ragion pratica “.<br>Lea ci sta volentieri nell’infanzia e ci torna appena può e ci crede all’infanzia,visto i disastri che fanno i cosiddetti adulti ,specie quelli convinti di possedere l’assoluta verità in ogni cosa.<br>Tutto ciò che è imperioso e implacabile, le fa orrore.</p>



<p class="has-medium-font-size">Stavolta , però , aveva esagerato.</p>



<p class="has-medium-font-size">Senza regole, né confini, il sogno della notte scorsa l’ha impressionata a tal punto,che la mattina dopo non riusciva a prendere atto della realtà circostante.<br>Decise di non andare a lavorare.</p>



<p class="has-medium-font-size">Era ancora frastornata e, benché capiva che era stato solo un sogno, si affidò senza barcollare allo studio di ciò che era avvenuto nella notte.</p>



<p class="has-medium-font-size">Poco mancava che cercasse nella camera da letto la strana signora che le aveva fatto compagnia nel suo sonno agitato.</p>



<p class="has-medium-font-size">La signora l’aveva accompagnata su una spiaggia deserta e Lea,ancora adolescente,aveva corso con i capelli color miele sciolti al vento, finchè non aveva avuto più fiato.</p>



<p class="has-medium-font-size">Era giunta al porto. Lea aveva sempre amato, i porti.<br>Nei porti ci sono le partenze,gli arrivi. Gli approdi. E la deriva. O il naufragio.</p>



<p class="has-medium-font-size">Lì al porto la signora le aveva detto con acidità: &#8220;Nella tua vita dovrai sempre pensare agli altri e poi a te stessa&#8221;.</p>



<p class="has-medium-font-size">“Diventerò una suora“ pensò Lea dispiaciuta da quella triste realtà, che le avrebbe precluso la maternità.<br>&#8220;Ma no, chi ti ha detto che solo le suore aiutano gli altri?&#8221; e il tono della signora era di disprezzo.</p>



<p class="has-medium-font-size">Lasciarono il porto e nel rientrare a casa, la signora inciampò e Lea, ancora adolescente, per aiutarla a rialzarsi ,fu costretta ad una settimana di degenza . La signora la assisteva ,visibilmente in forma.</p>



<p class="has-medium-font-size">“Ma dove era la sua mamma ?“<br>“E il suo babbo, sempre amorevole ed accudente?“</p>



<p class="has-medium-font-size">Lea piangeva nel sogno , alla ricerca dei suoi genitori, e piangeva ancora quando si svegliò nella sua camera da adulta.<br>Strana, la profezia della signora, ma in tarda mattinata realizzò che era stata giusta , perché ancora anteponeva i bisogni degli altri ai suoi.<br>Soffriva, si stancava, si sentiva inadeguata, ma non cambiava!<br>Ma quella non era stata una profezia, ma una maledizione!</p>



<p><strong>Maria Grazia Nazzaro</strong></p>
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